Archivio per Dicembre, 2007
Dicembre 27, 2007 a 11:37 am
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Rupert Murdoch sembra avere le idee decisamente chiare su quello che è il futuro del mondo dei media. Così come anni fa esplicità il proprio pensiero con una spassionata arringa nei confronti del mondo di internet (anticipando di pochi mesi l’acquisto di MySpace), ora Murdoch alleggerisce il proprio cospicuo portafoglio di alcune proprietà nel mondo televisivo.
Più internet e meno tv: in parallelo a quelle che sono le scelte dell’utenza, Rupert Murdoch ha intimato alla propria News Corp di far fuori parte delle proprietà nel mondo televisivo, ove Rupert Murdoch detiene un vero e proprio impero basato sui nomi Sky e Fox. A comprare la parte ceduta dalla News Corp è la società di private equity Oak Hill Partners, con transazione che si chiuderà nella seconda metà del 2008 per un controvalore di 1.1 miliardi di dollari.
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Dicembre 27, 2007 a 11:36 am
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Alla faccia del segreto istruttorio e di indagine. Prima il testo della telefonata tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà, conversazione privata e senza alcuna rilevanza penale, spifferata dai giornali. Poi l’audio rilanciato sul sito dell’Espresso. E ora la stessa registrazione ascoltabile sul sito della Rai, o meglio, su quello di Annozero, collegato al portale del servizio pubblico radiotelevisivo.
La circostanza, dai contorni evidentemente paradossali, viene fatta notare da uno dei legali dello stesso Saccà, l’avvocato Federico Tedeschini che parla esplicitamente di mobbing ai danni del suo assistito. E annuncia una controffensiva che promette di creare più di qualche imbarazzo tra coloro che, con farisaica improntitudine, si sono esercitati nel condannare la pratica delle «segnalazioni» in Rai. Tedeschini, infatti, fa sapere di aver chiesto al suo assistito «l’agenda con le telefonate dei politici, che sono tante e hanno contenuto analogo a quella di Berlusconi, ricevute negli ultimi mesi».
Nel frattempo la contestazione disciplinare va avanti. E nel giro di 24 ore dovrebbe arrivare al direttore di Rai Fiction, autosospesosi dal suo incarico, la lettera dell’azienda. A qual punto Tedeschini e il giuslavorista Nicola Petracca si metteranno al lavoro (hanno cinque giorni di tempo inclusi i festivi) per replicare e difendere Saccà. Il punto centrale della contestazione è ancora top secret ma, spiega Tedeschini, è ragionevole pensare «che il capo di imputazione sia la presunta corruzione». Se così fosse però «bisognerebbe spiegare dove è la richiesta corruttiva e dove il qualcosa dato in cambio, perché, al di là degli aspetti di colore, nessuna delle attrici nominate ha poi lavorato in virtù di quella segnalazione».
Saccà può anche chiedere di essere ascoltato dall’azienda per spiegare le sue ragioni e comunque passati i cinque giorni l’azienda deciderà quale tipo di provvedimento assumere: si può andare dal nulla al licenziamento. L’avvio della procedura di contestazione disciplinare comunque è indipendente dall’inchiesta dell’organismo interno di controllo della Rai che prosegue dopo l’acquisizione di circa 1.500 pagine dalla Procura di Napoli. Dalla quale si attende sempre la decisione del Gip sull’eventuale rinvio a giudizio.
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Dicembre 27, 2007 a 11:35 am
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Quando un collezionista desidera qualcosa solo la disponibilità economica può fermarlo, ma nel caso del signor Gianni Celli la distanza che lo separava da una rarissima Bugatti tipo 43 del 1927 sembrava impossibile da colmare. La vettura era infatti stata sotterrata nel 1949 a Buenos Aires insieme al suo pilota, Adolph Scandroglio, morto in tentativo di record alla 500 Miglia di Rafaela. Solo nel 1999, dopo una lunga battaglia legale con la famiglia, il collezionista era riuscito a recuperare la vettura ed iniziarne un lungo restauro che, recentemente, gli ha permesso di participare alla 500 miglia del Sud per autostoriche, in Argentina.
Nonostante i 50 anni di oblio il motore, il cambio, il telaio e gli assali erano recuperabili e tutto il resto è stato ricostruito con la dovuta precisione. La bugatti 43 era, di fatto, la versione stradale della Type 35 Gran prix, gloriosa vettura da competizione dell’epoca: il motore 8 cilindri in linea da 2,3 litri erogava in versione stradale 122Cv a 5000 giri, il cambio manuale aveva 4 marce e la vettura poteva raggiungere la velocità di 160 km/h. Secondo il collezionista il momento più emozionante è stato proprio il giorno del ritrovamento, quando dal terreno il rumore sordo della pala ha colpito la bugatti ed ha riportato alla luce una vettura indimenticabile.
Via | Argentinaautoblog.blogspot.com
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Dicembre 2, 2007 a 9:12 pm
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Anche nel terzo trimestre del 2007, è Hewlett-Packard a mostrare i segni di maggior vitalità nel settore dei personal computer. I ricercatori di iSuppli hanno stimato una vendita di 13,1 milioni di pezzi a livello mondiale, che corrispondono a una crescita del 32,7% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando Hp vendette 9,9 milioni di pc. Sempre nel periodo considerato, il big mondiale ha raggiunto i 104 miliardi di dollari di fatturato e il Personal Systems Group, da solo, ha contribuito raggiungendo i 10 miliardi di dollari.
Si allarga, così, anche la forbice sulla rivale Dell, che nel quarter è cresciuta solo dell’1,5% e ha venduto più o meno lo stesso numero di pezzi dell’anno scorso (9,9 contro 9,8 milioni). iSuppli stima una quota di mercato del 14,6%, in discesa rispetto al 16,3% dello stesso quarter 2006. Si tratta del peggior risultato fra i primi cinque vendor mondiali. Secondo i ricercatori, le difficoltà si devono a una politica di canale per ora solo annunciata, ma ancora poco concreta.
Complessivamente, Hp dispone di una quota di mercato del 19,2%, oltre quattro punti in più di Dell. Al terzo posto, troviamo Lenovo, con l’8,1%, seguita da Acer (7,9%) e Toshiba (4,3%), secondo le stime di iSuppli.
Non è questa l’unica cattiva notizia per Dell, che, secondo DisplaySearch, è stata superata anche da Samsung nel mercato dei monitor, grazie alle vendite di display Lcd.
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Dicembre 2, 2007 a 9:10 pm
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Gartner sconsiglia i Pc consumer per le imprese. I dispositivi di elettronica di consumo non possono sostituire quelli di classe business.
Pc consumer meno costosi non rientrano in una strategia lungimirante: il risparmio a breve termine sacrificherà supporto o controllo qualità.
La scelta di funzionalità o prodotti consumer non è astuto alla lunga, anzi risulterà più oneroso proprio per i costi complessivi della scelta.
Nei dispositivi consumer mancano opzioni vitali per le imprese. Anche le versioni consumer di Windows Vista e XP ostacoleranno il business e la velocità di rottura dell’hardware consumer corre al 50%.
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Dicembre 2, 2007 a 9:05 pm
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Storie di chi ha rinunciato al proprio incarico, e di chi ha tentato di resistere. Con alterne fortune. Testimonianze davanti al pm Alfredo Robledo, titolare dell’inchiesta sulle «consulenze d’oro» in Comune che vede indagati il sindaco Letizia Moratti (abuso d’ufficio), il direttore generale ed ex sindaco Giampiero Borghini, (concussione, abuso d’ufficio e truffa aggravata), il vicedirettore generale Rita Amabile (concussione), l’ex direttore centrale delle risorse umane, Federico Bordogna (concussione, e già sotto inchiesta per violazione del testo unico della privacy in un’indagine aperta dalla Procura dopo il blackout che l’anno scorso colpì per alcuni giorni i computer di Palazzo Marino), e il capo di gabinetto della Moratti, Alberto Bonetti Baroggi (truffa aggravata).
B.S., dal 1980 funzionario a Palazzo Marino, direzione trasporti e mobilità. Il suo contratto scade il 5 settembre 2006. «E il 2 settembre – racconta al magistrato – mi dicono che non ho più il mio incarico, e che ho due alternative: o accettare la buonuscita, o perdere un quarto del mio stipendio». Ancora, A.U., dirigente al settore edilizio socio assistenziale. La «trattativa» avviene tutta per telefono, spiega al pm. E a lei, addirittura, sarebbero state date poche ore per decidere. «Mi hanno detto che se non avessi sottoscritto le dimissioni il mio stipendio sarebbe stato decurtato, e che comunque non sapevano quale sarebbe stato il mio nuovo incarico». Messa alle strette, accetta. «Dopo quattro ore ho richiamato, e ho dovuto dire di sì». Ma anche storie di chi non ha abbandonato. Così un avvocato dell’ufficio legale del Comune, che ha mantenuto l’incarico minacciando di denunciare alla magistratura le pressioni che avrebbe subito. O, meno fortunato, un ex comandante dei vigili urbani a Palazzo Marino. Opposto il rifiuto – spiega – è stato trasferito in un’altra sede.
Ieri, intanto, l’enorme mole di materiale sequestrato sia in Comune che nelle abitazioni di alcuni degli indagati dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri è stato portato in Procura. Quindici computer e circa trenta faldoni di documenti, oltre a fax personali, agende e appunti di Letizia Moratti acquisiti dai militari nella segreteria particolare del sindaco, che saranno vagliati dagli investigatori già da oggi. È invece da escludere per il momento che il sindaco sia convocato dal pm. Un eventuale «incontro» tra la Moratti, difesa dal professor Francesco Mucciarelli, e Robledo ci sarà – nel caso – solo al termine di una prima analisi del materiale acquisito. Mentre Borghini, attraverso l’avvocato Francesco Perli, fa sapere di essere «sereno e tranquillo». «L’incarico di consigliere regionale non è un lavoro – spiega infatti il legale -, ma una carica elettiva e i consiglieri percepiscono una indennità e non uno stipendio. Non esiste incompatibilità di legge».
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